mercoledì 11 febbraio 2026

Euripide, Baccanti – esodo (vv. 1216-1232) – testo e traduzione – Maturità 2026

 

Κα.

ἕπεσθέ μοι φέροντες ἄθλιον βάρος

Πενθέως, ἕπεσθε, πρόσπολοι, δόμων πάρος,

οὗ σῶμα μοχθῶν μυρίοις ζητήμασιν

φέρω τόδ', εὑρὼν ἐν Κιθαιρῶνος πτυχαῖς

διασπαρακτὸν κοὐδὲν ἐν ταὐτῷ πέδου     1220

[λαβών, ἐν ὕλῃ κείμενον δυσευρέτῳ].

Ca.
Seguitemi e portate l’infelice peso
di Penteo, seguitemi, servi, davanti al palazzo,
Penteo, il cui corpo, eccolo, porto sfinito da infinite
ricerche, dopo averlo trovato nei meandri del Citerone
smembrato e senza aver raccolto niente nel medesimo
[luogo, e giaceva in un bosco in cui trovarlo era difficile].

ἤκουσα γάρ του θυγατέρων τολμήματα,

ἤδη κατ' ἄστυ τειχέων ἔσω βεβὼς

σὺν τῷ γέροντι Τειρεσίᾳ βακχῶν πάρα·

Ho sentito da un tale delle audaci imprese delle figlie,
dopo essere già rientrato in città, dentro le mura,
con il vecchio Tiresia, allontanatomi dalle baccanti;

πάλιν δὲ κάμψας εἰς ὄρος κομίζομαι                 1225

τὸν κατθανόντα παῖδα μαινάδων ὕπο.

allora, rivoltomi di nuovo verso il monte, mi prendo
il figliolo morto per mano delle menadi.

καὶ τὴν μὲν Ἀκταίων' Ἀρισταίῳ ποτὲ

τεκοῦσαν εἶδον Αὐτονόην Ἰνώ θ' ἅμα

ἔτ' ἀμφὶ δρυμοὺς οἰστροπλῆγας ἀθλίας,

E vidi colei che un tempo partorì Atteone
ad Aristeo, Autonoe, e Ino insieme a lei
ancora tra la boscaglia in preda al delirio, disgraziate.

τὴν δ' εἶπέ τίς μοι δεῦρο βακχείῳ ποδὶ        1230

στείχειν Ἀγαυήν, οὐδ' ἄκραντ' ἠκούσαμεν·

λεύσσω γὰρ αὐτήν, ὄψιν οὐκ εὐδαίμονα.

Uno poi mi disse che l’altra con piede bacchico si sta
dirigendo qui, Agave, e non udimmo vuote parole:
la vedo infatti, e non è una visione felice. 


p.s.

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Euripide, Baccanti – esodo (vv. 1200-1215) – testo e traduzione – Maturità 2026

 

Χο.

δεῖξόν νυν, ὦ τάλαινα, σὴν νικηφόρον     1200

ἀστοῖσιν ἄγραν ἣν φέρουσ' ἐλήλυθας.

Co.

Mostra ora, o infelice, ai cittadini preda della tua
vittoria che sei venuta a portare.

Αγ.

ὦ καλλίπυργον ἄστυ Θηβαίας χθονὸς

ναίοντες, ἔλθεθ' ὡς ἴδητε τήνδ' ἄγραν

Κάδμου θυγατέρες θηρὸς ἣν ἠγρεύσαμεν,

Ag.

O voi che abitate la città dalle belle torri della terra
tebana, venite a vedere il bottino di questa
fiera che noi figlie di Cadmo abbiamo preso a caccia,

οὐκ ἀγκυλωτοῖς Θεσσαλῶν στοχάσμασιν,        1205

οὐ δικτύοισιν, ἀλλὰ λευκοπήχεσιν

χειρῶν ἀκμαῖσι. κἆιτα κομπάζειν χρεὼν

καὶ λογχοποιῶν ὄργανα κτᾶσθαι μάτην;

non con i dardi cinghiati dei Tessali,
non con reti, ma con l’aguzzo vigore delle mani
dalle bianche braccia. E allora, c’è bisogno di vantarsi
e acquistare a vanvera gli attrezzi degli armaioli?

ἡμεῖς δέ γ' αὐτῇ χειρὶ τόνδε θ' εἵλομεν

χωρίς τε θηρὸς ἄρθρα διεφορήσαμεν.        1210

ποῦ μοι πατὴρ ὁ πρέσβυς; ἐλθέτω πέλας.

Noi almeno con la sola mano catturammo questo
e facemmo a pezzi,smembrandole, le articolazioni della fiera .
Dov’è il mio vecchio padre? Si avvicini.

Πενθεύς τ' ἐμὸς παῖς ποῦ 'στιν; αἰρέσθω λαβὼν

πηκτῶν πρὸς οἴκους κλιμάκων προσαμβάσεις,

ὡς πασσαλεύσῃ κρᾶτα τριγλύφοις τόδε

λέοντος ὃν πάρειμι θηράσασ' ἐγώ.        1215

E Penteo mio figlio, dov’è? Prenda e innalzi
sul palazzo gradini di ben connesse scale,
per inchiodare ai triglifi questa testa di
leone il quale io, che sono qui, ho cacciato.
 

p.s.

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martedì 10 febbraio 2026

Giovanni Ghiselli: A proposito di “deriva illiberale”. Libertà e lice...

Giovanni Ghiselli: A proposito di “deriva illiberale”. Libertà e lice...:   Se liberalismo assoluto, cioè privo di controlli e di   freni, comprende la licenza di sfruttare, stuprare, umiliare,   picchiare, u...

Euripide, Baccanti – esodo (vv. 1184-1199) – testo e traduzione – Maturità 2026

 


[ἀντ.

Αγ. μέτεχέ νυν θοίνας. Χο. τί μετέχω, τλᾶμον;

Αγ.

νέος ὁ μόσχος ἄρ-                 1185

τι γένυν ὑπὸ κόρυθ' ἁπαλότριχα

κατάκομον θάλλει.

        [antistrofe]
Ag. Partecipa al banchetto, ora. Co. A cosa partecipo, disgraziata?
Ag.
Il giovane vitello da poco
sotto la cresta di una morbida peluria fiorisce
nella guancia barbuta.

Χο. πρέπει γ' ὥστε θὴρ ἄγραυλος φόβῃ.

Αγ.

ὁ Βάκχιος κυναγέτας

σοφὸς σοφῶς ἀνέπηλ' ἐπὶ θῆρα     1190

τόνδε μαινάδας. 

Co.

Effettivamente appare come una belva selvaggia nelle criniera.

Ag.

Bacco cacciatore
sapiente sapientemente scatenò contro questa
fiera le menadi.

Χο. ὁ γὰρ ἄναξ ἀγρεύς.

Αγ. ἐπαινεῖς; Χο. ἐπαινῶ.

Αγ. τάχα δὲ Καδμεῖοι ...

Χο.

καὶ παῖς γε Πενθεύς ... Αγ. ματέρ' ἐπαινέσεται,     1195

λαβοῦσαν ἄγραν τάνδε λεοντοφυᾶ.

Co. Il signore infatti è cacciatore.
Ag. Lo lodi? Co. lo lodo.
Ag. Presto i Cadmei…
Co.

e certamente il figlio Penteo… Ag. …loderà la madre,
che catturò questa preda di leonina natura.

Χο. περισσάν. Αγ. περισσῶς.

Χο. ἀγάλλῃ; Αγ. γέγηθα,

μεγάλα μεγάλα καὶ

φανερὰ τᾷδ' ἄγρᾳ κατειργασμένα.

Co. Straordinaria. Ag. Straordinariamente.
Co. Sei fiera? Ag. Gioisco,

perché grandi grandi e 
insigni imprese ho compiuto con questa caccia.