giovedì 22 gennaio 2026

Euripide, Baccanti – quinto episodio (vv. 1111-1121) – testo e traduzione – Maturità 2026

 

ὑψοῦ δὲ θάσσων ὑψόθεν χαμαιριφὴς

πίπτει πρὸς οὖδας μυρίοις οἰμώγμασιν

Πενθεύς· κακοῦ γὰρ ἐγγὺς ὢν ἐμάνθανεν.

Seduto in alto, dall’alto scagliato a terra
cade al suolo con infiniti gemiti
Penteo; infatti capiva di essere vicino alla rovina.

πρώτη δὲ μήτηρ ἦρξεν ἱερέα φόνου

καὶ προσπίτνει νιν· ὁ δὲ μίτραν κόμης ἄπο                   1115

ἔρριψεν, ὥς νιν γνωρίσασα μὴ κτάνοι

τλήμων Ἀγαυή, καὶ λέγει παρηίδος

ψαύων· Ἐγώ τοι, μῆτερ, εἰμί, παῖς σέθεν

Πενθεύς, ὃν ἔτεκες ἐν δόμοις Ἐχίονος·

οἴκτιρε δ' ὦ μῆτέρ με μηδὲ ταῖς ἐμαῖς        1120

ἁμαρτίαισι παῖδα σὸν κατακτάνῃς.

Per prima comincò la madre, sacerdotessa dell’assassinio
e gli piomba addosso; egli allora lanciò via dalla chioma
la mitra, affinché riconoscendolo non lo uccidesse
la disgraziata Agave, e dice accarezzandole la
guancia: “Guarda, sono io, mamma, il figlio tuo
Penteo, che partorivi nella casa di Echione;
abbi pietà, madre, di me e per i miei
peccati non uccidere il figlio tuo”.

ἡ δ' ἀφρὸν ἐξιεῖσα καὶ διαστρόφους

κόρας ἑλίσσουσ', οὐ φρονοῦσ' ἃ χρὴ φρονεῖν,

ἐκ Βακχίου κατείχετ', οὐδ' ἔπειθέ νιν. 

Quella però buttando fuori schiuma e roteando
le pupille distorte, non capendo ciò che si deve capire,
era posseduta da Bacco, né la persuadeva.


p.s.

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